Percorsi esperienziali alla scoperta del linguaggio non verbale.                                                             

MOTIVAZIONI DEL CORSO

Gli scambi comunicativi, nella scuola, coinvolgono sia gli insegnanti che gli allievi nelle interazioni reciproche tra pari, passando inevitabilmente attraverso le parole: non meno significativo è il linguaggio non verbale, capace di veicolare le emozioni in modo diretto e spontaneo, spesso inconsapevole.  Una pedagogia seria insegna a riconoscere e ad ascoltare questi messaggi, perché aiutano a comprendere il contenuto di una comunicazione e rivelano lo stato d’animo che l’accompagna. Inoltre sono importanti nella costruzione di relazioni difficili, quando il silenzio prende il posto della parola, che in quel momento causa sofferenza.  Per ascoltare gli altri, il punto di partenza è imparare ad ascoltare sé stessi, le proprie emozioni, i propri sentimenti, i propri atteggiamenti, messi in atto nella relazione con le persone. La consapevolezza passa anche attraverso la conoscenza del proprio corpo, l’uso del movimento, la coscienza di uno spazio e di un tempo.

Finalità e obiettivi del corso:

una riflessione sul’importanza dei linguaggi non verbali, nella comunicazione interpersonale affettiva, soprattutto tra insegnanti e allievi;

un percorso esperienziale, guidato all’ascolto di sé stessi, attraverso il movimento;

una lettura, ad opera di esperti, di questi vissuti, attraverso comunicazioni anche di tipo teorico.

Scaricare qui la relazione L’ascolto nel linguaggio non verbale di Patrizia Virtuoso, insegnante scuola primaria, danzaterapeuta