Le nuove preoccupanti disposizioni legislative

Purtroppo la legge 28 marzo 2001 n° 149 "Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n° 184, recante "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori" nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile" ha profondamente e negativamente modificato la legislazione in materia, rispondendo più alle pretese degli adulti che alle reali esigenze dei minori in stato di adottabilità.

Infatti per l'ANFAA è contrario all'interesse dei bambini adottabili elevare la differenza massima di età fra adottanti e adottando a 45 anni, differenza ulteriormente prorogabile in circostanze specifiche a discrezione del Tribunale per i minorenni, quando già adesso il numero delle domande è di gran lunga superiore rispetto al numero dei minori adottabili.

Nel 1999 i minori dichiarati adottabili sono stati 1.246 a fronte di 23.807 domande giacenti e 2.186 sono stati i provvedimenti di adozione di bambini stranieri a fronte di 17.663 domande!

Con l'elevazione della differenza massima di età non sarà adottato un solo bambino in più rispetto agli attuali ma:

  • crescerà il numero delle domande e quindi il numero delle coppie illuse ed escluse (aumentando peraltro inutilmente il carico di lavoro dei servizi e dei tribunali);
  • sarà più difficile l'adozione dei bambini più grandicelli, perché gli ultraquarantacinquenni premeranno per avere un bambino piccolo.

Purtroppo la recente legge n. 149/2001 ha anche previsto la possibilità di accesso dei figli adottivi adulti all'identità dei genitori biologici.

Disciplinando a livello legislativo le modalità di accesso degli adottati maggiorenni alla identità dei loro procreatori il Parlamento ha mortificato il ruolo dei genitori adottivi, trattati come "allevatori" e ha affermato, nei fatti, l'indissolubilità del legame di sangue, consentendo la ripresa di rapporti fra adottati e procreatori, rapporti che, nella realtà, hanno avuto conseguenze negative e spesso devastanti.

È questo un vero colpo al cuore dell'adozione intesa come genitorialità e filiazione vere.

Riconoscere un ruolo ai procreatori che hanno abbandonato la loro prole, significa soprattutto disconoscere per tutte le famiglie - in primo luogo quelle biologiche - l'importanza dei rapporti affettivi ed educativi sullo sviluppo della personalità dei figli.

Attraverso l'adozione, l'adottato diventa figlio legittimo degli adottanti che diventano i suoi unici veri genitori: l'adozione dei minori può essere considerata una seconda nascita, che non annulla la prima ma che non ne conserva alcun legame giuridico.

Il figlio adottivo ha certamente diritto di essere tempestivamente informato sulla sua situazione adottiva e i genitori e lui stesso devono ricevere tutte le informazioni che hanno rilevanza per lo stato di salute dell'adottato. Ma la famiglia adottiva è una famiglia vera e completa, sotto tutti gli aspetti, con i suoi rapporti ed i suoi problemi. Se è vero che bisogna tenere conto della storia individuale e irripetibile di ognuno, è inaccettabile, a parere dell'Anfaa, che i rapporti all'interno della famiglia, in quanto adottiva, possano essere disciplinati dal Parlamento.