Riprendiamo il documento pubblicato il 23-5-2014 ( che trovate qui sotto) per segnalare che la  La Grande Camera della Corte europea dei diritti umani ha dato ragione a due genitori italiani, che da anni si battevano per far luce sui gravi abusi e le torture subiti dai tre figli adottivi in un orfanotrofio in BulgariaQui la notizia Sarà nostra premura far conoscere l’intero testo della sentenza non appena ne saremo in possesso.

Articolo del 23-5-2014 : Abbiamo recentemente raccolto la testimonianza dei genitori adottivi di tre minori di 12, 11 e 9 anni provenienti dalla Bulgaria; l’adozione si è conclusa tramite l’Ente Autorizzato AiBi.

Dopo pochi mesi dal loro ingresso in Italia i minori hanno manifestato i primi riferimenti verbali ad episodi di abuso vissuti in istituto, che i genitori hanno prontamente raccolto ……
…. da questo momento la storia di questa famiglia è profondamente segnata dall’orrore che emerge via via dai racconti dei bambini, racconti che sono stati da subito giudicati “del tutto attendibili e privi di induzione”  da parte degli esperti che li stanno accompagnando nella difficile elaborazione dei traumi subiti.

Nel novembre 2012 i genitori hanno inviato una lettera indirizzata al Presidente della Commissione per le adozioni internazionali, al Presidente della Corte Europea Diritti dell’Uomo, al Vice Presidente della Corte Europea Diritti dell’Uomo, al Cancelliere della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, al Presidente Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia e al Ministro del Dipartimento per le Politiche della Famiglia. In questo documento hanno raccontato i dettagli della loro storia e di quanto subito dai loro bambini, chiedendo “l’intervento delle Autorità in  indirizzo affinché si attivino direttamente e sollecitino gli   organismi  internazionali competenti e/o  le autorità nazionali bulgare al fine di far piena luce sulle vicende sopra narrate, per mettere immediatamente fine agli atroci reati commessi nell’istituto lager di (omissis), punendo adeguatamente i colpevoli ad ogni livello di responsabilità. Questo ci spinge a sporgere la presente denuncia, a confidare in un pronto riscontro della presente e nell’immediato intervento dell’Autorità ai fini di punire i colpevoli, ad ogni livello di responsabilità, di tali atroci reati e ancor di più per sottrarre le anime innocenti che giacciono o che ancora sono solo destinate a finire nell’inferno-lager di (omissis), dalle mani del grande Orco” .

Ad oggi, dopo oltre 1 anno, non hanno avuto nessun riscontro.

Il giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti ha raccolto la storia di questi minori attraverso la voce dei loro genitori adottivi e ha scritto  due articoli molto aprofonditi, che rappresentano, a nostro avviso, un raro esempio di attenta e corretta informazione su questi temi. Gli articoli sono stati pubblicati su l’Espresso numero 2 del 17 Gennaio 2013 (“Nella tana degli orchi”) e sul numero 32 del 15 Agosto 2013 (“Ora processate quei pedofili”)

In occasione del 6° Congresso  indetto dal Cismai che si è svolto a Torino il 12 e 13 dicembre u.s., a cui hanno partecipato oltre 600 operatori, abbiamo presentato e distribuito la testimonianza che questa famiglia ha redatto (in forma anonima), su nostra richiesta e il cui testo integrale è disponibile cliccando qui.

Ringraziamo questi coraggiosi genitori, per la forza con cui tutti i giorni lottano con l’unico obiettivo di far risalire i loro figli dal baratro e per la dignità con cui, con la loro testimonianza, hanno saputo mettere la loro esperienza a disposizione degli operatori e di altre famiglie che potrebbero trovarsi a vivere il loro stesso dramma.

Noi, per conto nostro, siamo al loro fianco per far sì che si faccia chiarezza sulle responsabilità  dei vari attori a diverso titolo coinvolti e si richiamino le Istituzioni ai loro compiti di vigilanza e controllo; questo, soprattutto, per evitare che, in futuro, altri minori debbano soffrire pene così atroci mentre, come scrivono i genitori nella loro testimonianza “le stelle stanno a guardare”.