20/08/2007: 18:24 Età: 3 anni

Adozioni difficili

 

Lettera di Anfaa al ministro della famigli Rosy Bindi e al sottosegretario alla famiglia Ciara Acciarini

Ill. me

- Rosy Bindi

Ministro della Famiglia

p.c. Chiara Acciarini

Sottosegretario alla Famiglia



Torino, 20 agosto 2007

Desidero anzitutto rinnovarLe i più vivi apprezzamenti dell’Anfaa in merito il disegno di legge n. 2514 “DELEGA AL GOVERNO PER LA REVISIONE DELLA NORMTIVA IN MATERIA DI FILIAZIONE” da lei promosso, disegno di legge che è stato ampiamente commentato anche nell’articolo “Encomiabile disegno di legge del Governo per la completa equiparazione giuridica dei figli nati nel o fuori del matrimonio”, pubblicato sul n. 158 della rivista PROSPETTIVE ASSISTENZIALI, della cui redazione faccio parte. Con l’ augurio che sia approvato al più presto, auspico che venga contestualmente presa in considerazione la proposta contenuta nel suddetto articolo diretta a superare l’odiosa discriminazione “fra i minori nati nel matrimonio e al di fuori di esso ancora presente nella nostra legislazione in materia di servizi socio-assistenzialli ,discriminazione che, ove le Regioni non hanno provveduto ad eliminarla con i loro provvedimenti, sussiste proprio nelle attività che dovrebbero avere lo scopo di aiutare le persone e i nuclei familiari in gravi difficoltà”.

Colgo anche l’occasione per segnalarLe che ho ricevuto, nei giorni scorsi, il comunicato ufficiale trasmesso dal dottor Paolo Rappuolo, capo della sua Segreteria tecnica, a seguito della Conferenza nazionale della famiglia; in esso Lei segnala che le risorse del fondo per le Politiche della famiglia saranno anche destinate a “il sostegno delle adozioni internazionali e il funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali”.

In attesa di conoscere le proposte specifiche al riguardo, vorrei richiamare la Sua attenzione sull’urgenza e la necessità di una norma che renda finalmente obbligatorio il sostegno, anche economico, delle famiglie che hanno adottato o adottano minori ultradodicenni o con handicap accertato, nati in Italia o provenienti da altri Paesi.

Infatti il comma 8 dell’’art. 6 della legge 149/2001 recita: «Nel caso di adozione dei minori di età superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992 n.104, lo Stato, le Regioni e gli enti locali possono intervenire nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all’inserimento sociale, fino all’età di diciotto anni degli adottati» e quindi purtroppo non impegna le istituzioni a fornire gli aiuti previsti in quanto gli stessi sono subordinati alle «disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci».

Come l’Anfaa ha più volte segnalato la Regione Piemonte è l’unica che abbia assunto provvedimenti per rendere queste disposizioni un diritto realmente esigibile, erogando attraverso gli enti gestori degli interventi assistenziali, un contributo spese equiparato alla pensione minima INPS a favore dei genitori adottivi di minori sopra i 12 anni o con handicap accertato, sino alla maggiore età.

Le famiglie che adottano questi bambini non devono essere abbandonate a loro stesse!! La loro disponibilità deve essere accompagnata e sostenuta da tutta la società civile, e , in primo luogo, dalle istituzioni.

La necessità di un sostegno fattivo è stata ribadita anche da Giulia de Marco che nella sua relazione di apertura della sessione “La Famiglia che accoglie” all’interno della Conferenza della Famiglia da Lei promossa del maggio scorso a Firenze, ha segnalato la difficoltà a trovare famiglie che adottino bambini portatori di handicap e grandicelli, rilevando anche che “è necessario certamente sensibilizzare maggiormente le famiglie che aspirano all’adozione verso i bisogni di questi bambini ma non si può prescindere dal dato di realtà costituito dal maggiore impegno che essi richiedono. Vanno quindi previste per le famiglie che danno la loro disponibilità alla loro adozione specifiche forme di sostegno fino alla maggiore età, sia di carattere economico che in termini di servizi. L’art. 6 della legge m. 149/01 lo prevede come possibilità; io penso che debba diventare un obbligo (…) Se ripetiamo a noi stessi e agli altri che la genitorialità adottiva è diversa da quella biologica, se pensiamo e crediamo nella necessità di una giusta motivazione, di un’adeguata preparazione prima e di un sostegno per il post l’adozione, non dobbiamo aver paura di richiedere per le adozioni difficili interventi di aiuto a lungo termine. Non si tratta di privilegiare le famiglie adottive; si tratta di consentire a bambini particolarmente sfortunati di essere accolti in una famiglia che va sostenuta nella sua scelta di generosità».

La mancanza di un sostegno attivo da parte delle istituzioni è, a mio avviso, uno se non il principale motivo per cui tanti bambini con handicap, malati o grandicelli – dichiarati adottabili – non trovano una famiglia che li accolga. Una disposizione governativa che renda questo sostegno obbligatorio è pertanto, a mio avviso, urgente e necessaria.

Confidando in un positivo riscontro, resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e porgiamo i migliori saluti


Donata Nova Micucci

Presidente ANFAA