25/01/2010: 17:47 Età: 2 anni

Appello per bimbi ad Haiti

 

Comunicato stampa

LA TRAGEDIA DEL TERREMOTO DI HAITI: SOSTENIAMO L’ACCOGLIENZA DEI PICCOLI RIMASTI SOLI PER QUANTO POSSIBILE IN FAMIGLIE “IN LOCO”

In merito alle drammatiche condizioni in cui versano le popolazioni, e soprattutto i bambini, colpite dal tragico terremoto verificatosi in Haiti, l'Anfaa intende segnalare, in base anche a quanto accaduto in passato in analoghe occasioni, la esigenza di sostenere iniziative volte ad attuare interventi di emergenza in loco e di non procedere  nell'immediato non solo ad adozioni internazionali, ma neanche a trasferimenti seppur temporanei di questi bambini all’estero. 

Riteniamo infatti che le azioni che le istituzioni e la società civile dovrebbero proporre e sostenere siano quelle dirette a garantire a questi bambini attenzioni e cure in loco il più possibile  personalizzate, favorendo innanzitutto il ricongiungimento (ove possibile) con i loro parenti e amici, adoperandosi per sostenere anche economicamente quelle persone e famiglie che – da subito e pur nella drammaticità della situazione – si sono spontaneamente fatte carico di questi bambini e  per promuovere adozioni e affidamenti da parte di famiglie locali per quei bambini rimasti soli.

Ogni sforzo dovrà essere fatto per  contrastare ogni possibilità di  traffico di minori.

La possibilità di ricorrere ad adozioni internazionali potrà – e dovrà –  essere presa in considerazione solo in un secondo tempo e solo per quei bambini per i quali si sia  verificata l'impossibilità di trovare  nel loro paese – in tempi ragionevoli – una famiglia che li accolga  e di cui sia stata accertata dalle autorità competenti il loro effettivo stato di adottabilità, coerentemente ai principi della Convenzione de L'Aja.

Non deve poi più  ripetersi quanto successo anni fa con i piccoli provenienti dal Ruanda e dall'ex Yugoslavia (allora in guerra) portati in Italia dalla Croce Rossa italiana e da organizzazioni umanitarie e rimasti ricoverati per anni in istituto.

Sull'onda dell'emotività non deve  essere neppure proposta o sostenuta la  costruzione di nuovi istituti in questo e in tutti i Paesi colpiti da queste catastrofi: il diritto a crescere in una famiglia è un diritto di  tutti i bambini  e soprattutto per quelli che hanno già subito gravi traumi.

Grata della pubblicazione, resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e porgo i migliori saluti

La presidente

Donata Nova ( cell. 335 475752) Torino, 18 gennaio 2010