23/09/2007: 18:41 Età: 3 anni

Lettera al ministro Bindi

 

Nomina rappresentante Anfaa nella C.A.I.

Ill.ma

Rosy Bindi

Ministro per le politiche della famiglia

Oggetto: nomina rappresentante Anfaa nella C.A.I.

Desidero esprimerLe, anzitutto, i più vivi ringraziamenti a nome mio e dell’Anfaa tutta per la richiesta da Lei inoltrata:essa rappresenta un riconoscimento importante, a noi particolarmente gradito, del ruolo svolto dall’Anfaa in oltre 40 anni di impegno costante “dalla parte dei bambini”. Dalla sua costituzione ad oggi, l’Anfaa ha operato per l’affermazione del diritto di ogni bambino a crescere in una famiglia e per un reale superamento del ricovero in istituto, impegnandosi sia sul fronte istituzionale, promuovendo l’approvazione di leggi fondamentali per la concreta realizzazione di questo diritto (la legge 431/1967 e la 184/1983), sia a livello culturale per la diffusione di un nuovo concetto di paternità e maternità e di uno spirito di accoglienza attento ai bisogni dei più piccoli e indifesi.

Il forte e costante impegno della nostra Associazione è stato determinante per la realizzazione di importanti e fondamentali obiettivi, finora raggiunti anche grazie all’apporto dei consiglieri e dei soci che hanno saputo coniugare nel corso degli anni la loro scelta di accoglienza familiare con l’impegno associativo di volontari che si attivano nei confronti delle istituzioni e della società civile per il concreto riconoscimento delle esigenze e dei diritti dei bambini con gravi difficoltà familiari o in stato di adottabilità, . Ad essi, in questi ultimi anni si sono aggiunti alcuni figli adottivi ed ex-affidati adulti, che hanno deciso di far sentire la loro voce su queste tematiche che li hanno visti protagonisti.

Come Ufficio di Presidenza ci siamo confrontati – nel breve spazio di tempo a nostra disposizione - sulla proposta presentataci dal Suo Gabinetto, di entrare a fare parte della Commissione per l’adozione internazionale, e siamo arrivati alla conclusione, dopo un’attenta lettura del Regolamento, che le competenze della Commissione delicati ed importanti, ma strettamente istituzionali, sono differenti da quelle che caratterizzano la nostra azione promozionale e non gestionale, anche rispetto all’adozione internazionale.

Ci auguriamo che la nuova Commissione sappia, con la rinnovata autorevolezza che le deriva da questo nuovo Regolamento, affrontare i nodi problematici che l’adozione internazionale presenta in questo difficile momento, trovando soluzioni adeguate rispettose del prioritario interesse dei bambini in situazione di adottabilità e dei principi fondamentali che stanno alla base della Convenzione de L’Aja sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale. Non le nascondiamo le nostre preoccupazioni al riguardo, già espresse nella lettera a Lei inviata dalla nostra associazione in merito ai recenti protocolli firmati con la Bielorussia, sia rispetto ai soggiorni solidaristici sia rispetto alla possibilità di “trasformare” tali soggiorni in adozioni, aggirando, nei fatti, l’attuale normativa, nata proprio per contrastare le conseguenze negative del “fai da te”, che tanti minori hanno subito ….

La forte pressione degli aspiranti genitori adottivi, che non riescono ad adottare in considerazione dell’enorme numero di domande rispetto a quello dei minori adottabili rischia di stravolgere il significato dell’adozione stessa, come dimostrano purtroppo anche le proposte di legge presentate in Parlamento, improntate tutte da un’ottica adultista e dirette ad abbattere il tetto della differenza massima di età fra adottanti e adottando, ad estendere indiscriminatamente l’adozione anche ai singles , ai conviventi e ad introdurre nuovi istituti giuridici quali l’adozione aperta e mite e gli affidi internazionali.

Le famiglie adottive devono essere preparate, valutate e supportate dalle Istituzioni per rispondere alle esigenze dei minori adottabili (e non viceversa…), con una particolare e specifica attenzione alle situazioni “difficili”: quando questo sostegno viene dato si hanno risposte veramente straordinarie da parte delle famiglie accoglienti. A questo proposito vorremmo sottolineare come nessuna delle proposte di legge sino ad ora presentate sia rivolta a supportare le adozioni di minori grandicelli o con handicap accertato.

Pur avendo deciso di non entrare a far parte della CAI, rinnoviamo il nostro vivo apprezzamento e il nostro grande interesse a partecipare ai momenti di consultazione e di confronto semestrali previsti dall’art. 6, punto o) del nuovo Regolamento con le associazioni familiari a carattere nazionale: confidiamo che attraverso incontri periodici e sistematici possa essere data la giusta voce ad associazioni, che, come l’Anfaa, hanno scelto di svolgere un ruolo puramente promozionale.

Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e inviamo i nostri più distinti saluti,

Donata Nova Micucci

Presidente Anfaa