23/06/2010: 18:18 Età: 78 giorni

NO alla ruota a Roma - comunicato stampa

 

LE “RUOTE” DEI NEONATI NON SOLO NON SERVONO MA DERESPONSABILIZZANO LE ISTITUZIONI CHE DOVREBBERO ASSISTERE LE GESTANTI IN GRAVI DIFFICOLTÀ ED I LORO NATI.

 

In relazione all’articolo pubblicato il 22 giugno 2010 su La Repubblica  col titolo “ROMA, LA RUOTA DEGLI ESPOSTI IN FARMACIA” a firma di Alessandra Paolini, vorrei precisare che la realizzazione delle culle, in alternativa alle prestazioni obbligatorie assegnate al settore pubblico dalla legge n. 2838/1928, richiamata dalla legge n.328/2000, parte dalla considerazione che le gestanti con gravi difficoltà personali non hanno alcuna esigenza dal momento della gestazione fino al parto.Invece esse ed i nascituri devono, come tutte le altre gestanti, essere seguite sotto il profilo sanitario; inoltre esse devono essere prese in carico ed accompagnate dai servizi sociali di cui alla succitata legge, per poter decidere responsabilmente se riconoscere o non riconoscere i loro nati. Va anche sottolineato che per una adeguata protezione sanitaria e sociale di queste  donne e del neonato anche i parti devono avvenire in ospedale; avvenuto il parto , nei casi in cui il neonato non venga riconosciuto, compete all’ospedale garantire la totale segretezza relativa alle generalità della partoriente e provvedere alla immediata segnalazione al Tribunale per i minorenni  per la dichiarazione dello stato di  adottabilità del piccolo che così, a pochi giorni dalla nascita, viene inserito nella famiglia adottiva scelta dal Tribunale fra quelle che hanno presentato domanda di adozione.

 

Segnaliamo, sul versante istituzionale, la positiva la legge della Regione Piemonte n. 16/2006 che, in attuazione della succitata legge n. 2838/1928, ha affidato ai Comuni di Novara e di Torino, nonché ai Consorzi intercomunali del Cuneese e dell’Alessandrino «le funzioni relative agli interventi socio-assistenziali nei confronti delle gestanti che necessitano di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o non riconoscimento dei loro nati e al segreto del parto».

Anche il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità il 30 gennaio 2007 la proposta di legge “Sostegno alle gestanti e madri in condizioni di disagio socio-economico e misure volte a garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i propri nati”. La proposta è stata inviata in data 5 febbraio 2007 alla Camera dei Deputati ed è stata ripresentata in questa legislatura. Su questi stessi temi è appena stata presentata alla Camera dall’on. Lucà ed altri la proposta di legge n.3303 “Norme riguardanti interventi in favore delle gestanti e delle madri volti a garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati”.

  

Lanciamo un appello affinché le persone e le organizzazioni sensibili alle esigenze delle gestanti, delle madri e dei loro nati intervengano sul Presidente e sui Componenti della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati affinché queste proposte di legge vengano sollecitamente esaminate e approvate

Indirizzi e-mail:

 com_giustizia@camera.it, commissione.bongiorno@camera.it