Fasi iniziali

 

La conoscenza del minore e della sua famiglia d’origine

E’ necessario che gli operatori preposti sappiano chi è il minore di cui  propone e predispone l’affidamento. E’ importante che essi tengano presenti nella predisposizione del progetto la sua situazione personale e familiare, le sue esperienze pregresse, le sue attese, la qualità dei suoi rapporti con i familiari.
E’ quindi importante una tempestiva valutazione della situazione familiare e personale del bambino e una previsione realistica dei possibili sviluppi della stessa, al fine di attivare al più presto gli interventi idonei.
Gli operatori devono ricercare e approfondire le ragioni che determinano il mal-funzionamento del nucleo familiare approfondendo la sua storia ed il senso che ai vari avvenimenti i singoli componenti danno.
Conoscere il minore e la sua famiglia permette di ipotizzare qual’è l’affido adatto per quella specifica situazione e quindi di evidenziare con chiarezza gli obiettivi che si intendono perseguire. Solo attraverso questo lavoro sarà possibile individuare e scegliere gli affidatari più adatti.

La preparazione del minore e della sua famiglia

Gli incalcolabili vantaggi che derivano al bambino in affido dalla collaborazione della famiglia d’origine all’affido devono comportare un impiego di tempo, energie e competenze degli operatori nella sua preparazione, partendo dall’idea che è comprensibile che i genitori (soprattutto le madri) che sono legati ai loro figli (anche se spesso in modo poco adeguato) soffrono che altri se ne occupino per un periodo più o meno lungo: per secoli l’istituto è stata l’unica risposta difronte alle difficoltà familiari.
L’obiettivo degli operatori può essere anche solo quello di ridurre al minimo interventi di “sabotaggio” dell’affidamento quando non fosse realistico pensare di ottenere una piena collaborazione; è cioè necessario decolpevolizzare la famiglia d’origine: “Non è perchè tu sei un cattivo genitore che tuo figlio viene affidato ad altri”, rassicurarla: “gli affidatari integrano e non sostituiscono voi genitori d’origine“, farli riflettere sul vero interesse del bambino, segnalando la valenza positiva della vita in famiglia piuttosto che in strutture residenziali per minori.

La scelta degli affidatari

Nessun affidatario è idoneo per ogni affido: gli operatori devono pensare quali affidatari sono adatti per ogni singolo caso scegliendo quello più idoneo per quello specifico minore, in altre parole, si può affermare che per valutare l’idoneità degli affidatari più importante ancora importante della preparazione-valutazione degli affidatari è l’abbinamento.

L’abbinamento del minore con la famiglia affidataria

L’ abbinamento del minore con gli affidatari individuati dai competenti servizi sociali territoriali è particolarmente delicato: la sua riuscita è condizionata dalla scelta per il minore degli affidatari prevedibilmente più capaci di altri a rispondere alle sue esigenze. Infatti è necessario conciliare i bisogni e le condizioni del minore e della sua famiglia con la disponibilità e le risorse degli affidatari. Pertanto i tempi che decorrono tra l’idoneità all’affido, la proposta di abbinamento e sua realizzazione sono diversi e non prevedibili a priori in quanto dipendono da molteplici variabili che influiscono in questa complessa fase.

Scheda a cura dell’Anfaa