Dati sull’adozione nazionale e internazionale

 

Dati sull’adozione nazionale

I bambini dichiarati adottabili in Italia si attestano stabilmente a poco più di 1.000 l’anno.

  • Dati forniti dall’ISTAT

    Si tratta dei dati pubblicati sul sito www.giustiziaincifre.istat.it, aggiornati al 2007.
    Al 31 dicembre 2007 erano 1.344 i minori dichiarati adottabili (di cui 703 con genitori “noti” e 641 con genitori “ignoti”), e solo 903 gli affidamenti preadottivi e 1131 le adozioni legittimanti.
    Non vengono forniti dati sull’età dei minori dichiarati adottabili e/o adottati (esiste solo una ripartizione per Distretti di Corte di appello) né sono censiti quelli con handicap accertato ai sensi dell’art.4 della legge n.104/1992 (cui la legge n.184/1983 e s.m. fa riferimento all’art. 6,comma 8).
    Le adozioni “in casi particolari “ (ex art.44, legge n. 184/1983 e s.m.) sono state 684, non è però possibile un’analisi “ragionata” sull’applicazione di questo articolo in quanto mancano i dati relativi al numero dei minori adottati per ognuno dei casi particolari indicati alle lettere a), b), c) e d) dello stesso articolo ; viene fornita solo la percentuale di quelle pronunciate ai sensi della lettera b), che rappresentano il 66,2%. del totale; anche per queste adozioni non sono forniti dall’ISTAT dati sull’età dei minori adottati; risulta decisamente preoccupante la bassa percentuale delle adozioni legittimanti rispetto a quelle “in casi particolari” in alcuni Distretti: rappresentano il 26,2 % di quelle pronunciate dal Tribunale per i minorenni di Genova, il 29,5 % di quello di Bari.

  • Dati forniti dal ministero della giustizia – direzione generale di statistica

    Si tratta di dati “provvisori” aggiornati al 20/02/2012 inviati dal Ministero della Giustizia – Direzione generale di statistica, in data 30/03/2012, al Gruppo CRC ai fini della redazione del Rapporto.
    Gli ultimi dati disponibili risalgono al 2010, anno in cui sono stati dichiarati adottabili 1.177 minori, pronunciati 776 affidamenti preadottivi e 932 adozioni legittimanti.
    Nel 2010 sono state pronunciate 644 adozioni in casi particolari, che costituiscono il 40,86% delle adozioni nazionali.
    I dati ufficiali evidenziano ancora il sovrannumero di coppie disponibili rispetto al numero di minori adottabili: si calcolano oltre 10 coppie disponibili per ogni minore adottabile. Questa situazione garantisce al Tribunale la possibilità di poter scegliere, tra un vasto numero di coppie, la famiglia più idonea per quel bambino.
    Recentemente si inizia però a registrare un progressivo calo numerico delle domande (Nel 2006 oltre 17.000 domande, nel 2010 solo 11.075).

Gran parte dei minori adottabili trova una famiglia adottiva in tempi relativamente brevi: ogni anno si registrano mediamente oltre 90 decreti di adozione ogni 100 dichiarazioni di adottabilità. Resta però una percentuale di minorenni che non vengono adottati, perché grandi e/o con disabilità accertata. Purtroppo, ancora ad oggi, non vengono forniti dati sull’età e su eventuali disabilità dei minori adottabili.
Inoltre, i casi dei bambini adottabili non sono “abbinabili” a tutte le disponibilità delle famiglie, presentate nei diversi Tribunali per i Minorenni italiani.
Le cause sono da ricercarsi in un duplice ordine di fattori:

  • nella mancanza della “Banca Dati Nazionale dei Minori Dichiarati Adottabili e delle coppie disponibili all’adozione”, benché siano trascorsi 10 anni da quando avrebbe dovuto essere operativa (entro il dicembre 2001); questo ritardo è particolarmente grave in quanto non solo avrebbe consentito di avere dati aggiornati sui minori che, pur adottabili, non vengono adottati, ma avrebbe anche facilitato il miglior abbinamento per i minori, mettendo in rete coppie adottanti e bambini adottabili di tutti i Tribunali per i Minorenni italiani;
  • nel mancato sostegno alle adozioni complesse, dal momento che risulta ancora inattuato il comma 8 dell’’art. 6 della legge 149/2001 secondo cui «Nel caso di adozione dei minori di età superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, lo Stato, le Regioni e gli enti locali possono intervenire nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all’inserimento sociale, fino all’età di diciotto anni degli adottati».

In merito ai dati dell’adozioni “in casi particolari”, è indispensabile fare qualche riflessione. Questa tipologia di adozione, disciplinata dall’art.44 legge 184/83, è consentita ad adottanti che non hanno i requisiti previsti per l’adozione legittimante (quindi anche ai single) e non ha effetti legittimanti (è revocabile, non elimina i rapporti con la famiglia d’origine e, soprattutto, non crea lo status di figlio legittimo). La bassa percentuale delle adozioni legittimanti rispetto a quelle “in casi particolari”, deducibile dai dati sopracitati, induce a domandarsi se l’effetto non legittimante dell’adozione “in casi particolari” sia rispettoso del superiore interesse del minore. Nella sua ultima Raccomandazione anche il Comitato ONU ha espresso le sue perplessità sull’uso improprio di tale istituto.

Dati sull’adozione internazionale

  • Dati forniti dalla Commissione Adozioni Internazionali

    Si tratta di dati aggiornati al 31 dicembre 2010 (Coppie e bambini nelle adozioni internazionali www.commissioneadozioni.it).

    I bambini adottati dall’estero sono sempre più grandi : l’età media del 2011 è di 6,1 – con il 50,5% di bambini nella fascia di età 5-10 anni e oltre il 10% con più di 10 anni.

    Nel 2011 sono arrivati in Italia 4.022 bambini provenienti da 57 diversi Paesi. L’italia è il secondo Paese al mondo per numero di adozioni internazionali.
    Il 41,8% degli Stati di provenienza non ha ratificato la “Convenzione de L’Aja” del 1993: la Federazione Russa (il 19,4%) con la quale vi è un Accordo Bilaterale del 2008; la Bielorussia (il 3,6%) che ha solo un Processo verbale di collaborazione del 2001; l’Ucraina, l’Etiopia, il Congo e la Lettonia che non hanno nessun accordo e da cui complessivamente provengono il 18,8% dei minori adottati.
    Come raccomandato dal Comitato ONU, è fortemente auspicabile che la Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) si attivi per siglare accordi bilaterali con questi Paesi, al fine di garantire il rispetto dei diritti dei minori, primo fra tutti quello di essere adottato solo se in effettivo stato di abbandono.
    I dati evidenziano un significativo calo delle disponibilità all’adozione internazionale: si passa dalle 6.147 domande di disponibilità presentate nel 2008 alle 5.697 del 2010.
    I decreti di idoneità emessi dai Tribunali per i minorenni sono passati dai 6.237 del 2006 ai 4.345 del 2010, con una diminuzione percentuale di oltre il 30%.
    Nell’ultimo anno, oltre 3.000 coppie hanno adottato circa 4.000 bambini.

La progressiva diminuzione delle domande e delle coppie ritenute idonee, evidenziata dai dati sopracitati, potrebbe portare, nel medio periodo, ad una significativa diminuzione del numero di adozioni. Le cause vanno ricercate nei seguenti fattori:

  • nei costi troppo elevati dell’adozione
    una recente ricerca del Cergas Bocconi colloca il valore delle spese sostenute dagli enti solo sul territorio nazionale in almeno 7.500 euro; tali costi si trasferiscono inevitabilmente sulle famiglie, rendendo molto oneroso il percorso adottivo, specie in un contesto complessivo di crisi economica. E sempre più numerose sono perciò le segnalazioni di famiglie che si avvicinano all’istituto dell’adozione internazionale, ma vi rinunciano proprio a causa dei crescenti oneri economici. Sintesi dei risultati della ricerca Cergas sono disponibili nei siti degli enti promotori dell’indagine come il CIAI, www.ciai.it o in www.famigliacristiana.it/; www.viasarfatti25.unibocconi.it.;
  • nell’innalzamento dell’età media dei bambini adottabili e nella tipologia di bimbi proposti per l’abbinamento
    come risulta dai dati sopracitati, i bambini che hanno bisogno di essere adottati sono sempre più grandi e/o con problemi di salute o con disabilità; a volte lo stesso decreto di idoneità contiene dei vincoli relativi all’età massima dei minori adottabili: tale prassi appare poco funzionale in considerazione del fatto che il momento dell’abbinamento avviene anche dopo diversi anni dalla pronuncia del decreto di idoneità e la coppia, nel frattempo, può avere maturato una diversa e maggiore capacità di accoglienza;
  • nei tempi di attesa molto lunghi
    i tempi lunghi (si calcolano dai 2 ai 4 anni di attesa) sono dovuti alla procedura per ottenere l’idoneità dal Tribunale per i minorenni, che spesso supera gli 8 mesi previsti per legge e alla procedura estera. Spesso le coppie non rappresentano una risposta alle realtà dei bisogni dei bambini segnalati dall’estero.

Altra questione rilevante è il numero degli Enti autorizzati: 65 iscritti all’Albo sono davvero molti, sia per le coppie che devono sceglierne uno sia per la CAI, che deve garantire un accurato controllo sulla loro operatività in Italia e all’estero. Sarebbe auspicabile – così come raccomandato dal Comitato ONU – prevedere una riduzione numerica degli Enti autorizzati all’adozione internazionale, elevando gli standard di qualità.

Scheda a cura dell’Anfaa


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